La Germania depenalizza il suicidio assistito anche per chi non è malato terminale

Una sentenza della Corte Costituzionale Tedesca (Bundesverfassungsgericht) di Karlruhe, ha dichiarato incostituzionale il paragrafo 217 che vietava sotto gravi sanzioni di aiutare un paziente che desiderasse porre fine alla sua vita. Questa legge venne decisa a grande maggioranza nel 2015 dalla Groko (grande coalizione CDU/CSU-SPD), e fu salutata da alcuni commentatori come un vertice, una “Sternstunde” del parlamentarismo.

Oggi è stata completamente vanificata dalla sentenza di Karlsruhe, in quanto non conforme ai diritti civili sanciti dalla Verfassung, cioè dalla Costituzione tedesca.

Ma la sentenza del Verfassungsgericht va molto più in là di quanto ci si potesse aspettare, perché non riguarda solo gli aspiranti in quanto malati in fase terminale, ma ogni cittadino in generale. Poiché ognuno è padrone della propria vita e soltanto lui può decidere cosa farne. Con conseguente radicalità, la Corte ha riconosciuto ad ogni essere umano il diritto al suicidio, non importa quali siano le sue motivazioni, che sono un affare privato del cittadino, e non riguardano lo Stato in alcun modo.