Alma Flamenca

Data: 04.09.2020
Ora: 19:30 - 22:00

ALMA FLAMENCA
Una serata con Federico Gracia Lorca e Flamenco
“… ma tutti dovrebbero sapere che non sono morto, c’è una stalla d’oro sulle mie labbra.” Il poeta spagnolo Federico García Lorca, che ha scritto queste righe, in realtà non voleva che nessuno leggesse le sue poesie. Dovresti essere ascoltato.
Un’attrice e quattro artisti di flamenco hanno avuto l’idea, nello spirito di García Lorca, di presentare la sua poesia, per dare vita alle immagini dell’umore nel linguaggio, nella danza e nella musica. L’improvvisazione congiunta ha prodotto un ritratto lirico e commovente del poeta.
Amore, nostalgia e morte sono i temi della serata, che si chiama »Alma Flamenca«. Le questioni politiche sono anche discusse nei testi di Lorca. L’importante drammaturgo fu assassinato dai fascisti spagnoli nel 1936 all’età di 38 anni. Gli artisti hanno intrecciato poesie liriche e passaggi di brani di Lorca con i suoni del flamenco. Danza e contenuto linguistico si incontrano in modo travolgente, i canti del Cante Jondo (canto serio e profondo) rispondono e commentano i pensieri e i sentimenti di Lorca.
Regia e coreografia: Miguel Angel
Danza: Miguel Angel
Canto: Carmen Fernandez, Vincent Cortes
Chitarra: Juan Granados
Recitazione: Luise Harder
Produzione: Catarina Mora
Palco: Dieter Weimann
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ALMA FLAMENCA
Ein Abend mit Federico Gracia Lorca und Flamenco
»…doch alle sollen wissen, ich bin nicht gestorben, da ist ein Stall von Gold auf meinen Lippen.« Der spanische Dichter Federico García Lorca, der diese Zeilen schrieb, wollte eigentlich nicht, daß man seine Gedichte liest. Sie sollten gehört werden.
Eine Schauspielerin und vier Flamencokünstler hatten ganz im Sinne García Lorcas die Idee, seine Lyrik vorzutragen, die Stimmungsbilder in Sprache, Tanz und Musik lebendig werden zu lassen. Aus der gemeinsamen Improvisation ist so ein lyrisches, bewegtes Porträt des Dichters entstanden.
Liebe, Sehnsucht und Tod sind die Themen des Abends, der den Namen »Alma Flamenca« trägt. Auch Politisches kommt in den Texten Lorcas zur Sprache. Der bedeutende Dramatiker wurde 1936 als 38-jähriger von spanischen Faschisten ermordet. Lyrik und Passagen aus Stücken Lorcas haben die Künstler mit Flamencoklängen verflochten. In aufrüttelnder Weise begegnen sich Tanz und sprachlicher Inhalt, die Gesänge des Cante Jondo (ernster, tiefer Gesang) beantworten und kommentieren Lorcas Gedanken und Gefühle.
Regie und Choreographie: Miguel Angel
Tanz: Miguel Angel
Gesang: Carmen Fernandez, Vincent Cortes
Gitarre: Juan Granados
Schauspiel: Luise Harder
Produktion: Catarina Mora
Bühne: Dieter Weimann